
Pare che la tematica del Dies Irae sia ricorrente nella produzione musicale di Sergei Rachmaninoff. Il tema dell’antico canto gregoriano appare un pò ovunque nella sua lunga produzione ma è più evidentemente ravvisabile nella Prima sinfonia (1895),nella Prima sonata per pianoforte (1908), nel poema sinfonico L’isola dei morti (1909), nella Rapsodia Paganini (1934), e nelle Danze Sinfoniche (1940).

I critici definirono la musica del Maestro musica Romantica. Refrattario alle etichette, per lui era semplicemente musica e semplicemente vi si accostava buttandoci dentro la sua anima. Possiamo però ben descriverla come russa per ritmi utilizzati, tonalità in modo minore ( specialmente DO, LA, e RE), la tematica ricorrente dell’ineluttabilità del destino, sempre terribile, che lega i suoi componimenti e conduce per mano il pubblico attraverso le sue opere.
La sua tecnica compositiva utilizza due diversi tipi di melodia: quella lunga caratterizzata da una progressione per terze nei brani brevi e quella corta agganciata ad una nota ( come ad esempio nell’ Isola dei Morti). L’ideale compositivo di Rachmaninoff è quello post-romantico e l’esempio di Tchaicovskij e Rimsky Korsakov è per lui fondamentale. La sua scrittura ha contatto diretto col sentimento creativo ( egli scriveva solo se sentiva l’urgenza di dare voce alla sua anima) e la comunicazione è abilmente giocata sull’impatto emotivo con melodie che tolgono il respiro e che ammaliano il pubblico.
Forse la più efficace rappresentazione del Dies Irae in Rachmaninoff la si ha ne L’isola dei morti. Il maestro la compose dopo aver visto a Parigi nel 1907 una riproduzione in bianco e nero del dipinto di Arnold Bocklin1 omonimo2.
Il tempo di attacco è 5/8 con l’intenzione di suggerire il movimento delle onde dipinte nel quadro la cui descrizione è affidata agli archi nel registro basso. La tonalità La min. E’ il corno francese ad introdurre il Dies Irae, del quale viene citato un frammento per rendere l’atmosfera tetra, e lo passa di strumento a fiato in strumento fiato.

Rappresentazione musicale della visione di Bocklin, quando la barca di Caronte (la figura bianca) è quasi giunta alla riva compare il “tema della vita”, tema più luminoso a significare il desiderio di volgersi indietro alla vita terrena.
Come dice lui stesso:
…Deve creare un forte contrasto rispetto al resto della composizione ,
deve essere più veloce, più nervoso e con una maggiore carica emotiva
… Finora ha dominato la morte, ma d’ora in poi è la vita a dominare…3
Ma poi si torna al 5/8 che ha accompagnato tutto il viaggio. Perchè dalla morte non si torna.
Per quanto riguarda la Prima sinfonia l’utilizzo del motivo del Dies Irae è pieno: è tema principale nel primo movimento, viene lontanamente rievocato nel secondo, appare chiaramente al climax del terzo movimento (corni francesi) e in ultimo nel quarto movimento viene citato più volte, dalle tube, dall’orchestra tutta, dai tromboni e nel Largo del finale dagli archi .
Nella Prima sonata per pianoforte le quattro note del motivo del Dies Irae compaiono nel terzo movimento ma alcuni accademici sostengono che il tema principale del primo, con il quale dialoga nel terzo, non ne sia altro che la libera inversione.4
La Rapsodia su tema di Paganini si costituisce di 24 variazioni dello stesso tema. In quattro di queste variazioni e nel finale Rachmaninoff introduce il tema del Dies Irae. Tema la cui immortalità è sancita dalla presenza sia all’inizio che alla fine dell’opera. Il messaggio che si distribuisce lungo tutto il componimento è chiaro: arriverà la morte, arriverà il Giudizio Universale e Paganini ha venduto l’anima al diavolo.
Ultima delle grandi composizioni che ancora contiene distintamente il tema è Le danze sinfoniche. Non solocompare nella prima danza ma nella terza ed ultima interviene al culmine del brano in mezzo alla cacofonia creata da altre idee musicali.
La scelta del Dies Irae in questo punto non è casuale:
Il progressivo climax espressivo con esplosione sonora ( punto culminante) e distensione è caratteristico delle opere di Rachmaninoff . Egli credeva in uno speciale punto “alto” che dava senso all’opera e che andava enfatizzato:
…Ogni pezzo che suono è formato attorno al propriopunto culminante: l’intera massa sonora deve essere misurata secondoquella esigenza; la profondità e la potenza di ogni suono deve essere data con tale purezza e gradualità da raggiungere il proprio punto apicale con l’apparenza di un’estrema naturalezza, il cui raggiungimento rappresenta la più eccelsa abilità artistica…De-siderio: letteralmente, andar verso le stelle. Deve essere l’ultima barriera tra la verità e la sua espressione… La composizione stessa determina questo culmine;
il punto può giungere alla fine o a metà, può essere sonoro o delicato…5
1Pittore simbolista nato a Basilea nel 1827 e morto a Fiesole nel 1901, dipinse cinque versioni del soggetto tra il 1883 ed il 1886. http://www.wikipedia.org
2Anche Max Reger si ispirò al dipinto di Bocklin nel terzo dei Quattro poemi sinfonici op.128
3Geoffry Norris, note all’album Rymski Korsakov /Rachmaninov –Berliner Philharmoniker,Maazel –Scheherazade / The Isle Of The Dead DG, 1995
4Woodard, Susan Jeanne. The Dies Irae as used by Sergei Rachmaninoff: Some Sources, Antecedents, and Applications. D.M.A., Ohio State University 1984, pg.44
5Davide Bertotti Sergej Vasil’evič Rachmaninov, L’epos editore, Palermo 2006, pg.216
